Eventi

di lucio esposito

Lunedì 22 giugno 2026, alle ore 18:00, la suggestiva cornice del Salone Capitolare della Chiesa dei Servi di Maria a Sorrento ospiterà un evento di grande rilievo culturale: la presentazione del volume “La Chiesa dell’Addolorata e La Congregazione dei Nobili a Sorrento”, opera dello studioso Fabrizio Guastafierro.

Il libro si preannuncia come un’indagine profonda e innovativa su uno dei tesori architettonici e spirituali più significativi del Settecento sorrentino. Il sottotitolo dell’opera, “Storia, arte, fede e intelligenza artificiale a proposito di uno degli edifici di culto più belli nati nel ‘700”, svela l’originalità dell’approccio di Guastafierro, che sceglie di coniugare la rigorosa ricerca storiografica con le nuove frontiere tecnologiche, offrendo una lettura inedita di un luogo simbolo della tradizione religiosa locale.

L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali affidati a Livio Esposito, Priore della Congregazione dei Servi di Maria, e a Gaetano Milano, rappresentante della Fondazione Sorrento, ente che ha concesso il patrocinio all’iniziativa.

A delineare i contorni storici e artistici dell’opera saranno illustri relatori, esperti conoscitori del patrimonio locale: Enzo Puglia, Presidente del Centro “B. Capasso”, Pasquale Vanacore, archivista diocesano e già responsabile del settore beni culturali dell’Arcidiocesi, e Stefano Limpido, Direttore dell’Archivio diocesano Sorrentino-Stabiese.

A moderare il dibattito sarà il giornalista Antonino Siniscalchi, che guiderà il pubblico attraverso i temi centrali del libro, mettendo in luce l’importanza della salvaguardia e della valorizzazione di un patrimonio, quello della Congregazione dei Nobili e dell’Addolorata, che rappresenta un pilastro dell’identità storica di Sorrento.

L’invito alla partecipazione è rivolto a tutta la cittadinanza, agli appassionati di storia locale e agli studiosi, per un appuntamento che si propone di celebrare la bellezza e la memoria di una delle testimonianze artistiche più affascinanti del territorio.





Regole che disciplinavano la Congregazione dei Nobili sotto il titolo della Beata Vergine dei Sette Dolori di Sorrento, tratte dal  libro di UMBERTO FASULO  LA VENERABILE CONGREGAZIONE DEI NOBILI  SOTTO IL TITOLO DELLA SS.  VERGINE DEI SETTE DOLORI  DELLA CITTÀ DI SORRENTO  1728 – 1867.

Finalità e Pratica Religiosa

Lo scopo principale della Congregazione è promuovere la pietà cristiana tra i confratelli, incoraggiando la frequenza ai sacramenti, la meditazione sui dolori di Maria e l’orazione.

Esercizi settimanali: Ogni venerdì, dopo la messa conventuale, si tengono le funzioni che includono la recita della Coronella dei Dolori, lo Stabat Mater, un sermone e una seconda messa.

Devozioni: È previsto l’obbligo di recitare ogni giorno sette Pater e sette Ave in memoria dei sette dolori della Vergine.

Organizzazione e Amministrazione

La gestione è affidata a figure elette periodicamente:

Superiori: La Congregazione è guidata da un Priore, un Primo Assistente e un Secondo Assistente, eletti biennalmente tramite votazioni a scrutinio segreto.

Tesoriere e Segretario: Il Tesoriere gestisce le finanze e i beni per un triennio, mentre il Segretario (eletto annualmente) cura la registrazione dei verbali e l’ammissione dei membri.

Revisione: Ogni anno vengono nominati due revisori dei conti.

Ammissione e Doveri

Requisiti: Per essere ammessi, i candidati devono avere almeno 18 anni, godere di ottima reputazione e appartenere al patriziato di Sorrento o di altre città.

Obblighi: Al momento dell’ingresso, i nuovi membri devono donare una torcetta o candele di cera. È inoltre previsto il sostegno economico ai funerali dei confratelli e delle consorelle.

Condizioni Legali (Real Assenso del 1778)

Il riconoscimento ufficiale della Congregazione fu concesso con diverse clausole, tra cui:

Il divieto di acquisire nuovi beni in contrasto con la Legge di Ammortizzazione.

L’esclusione degli ecclesiastici dalla partecipazione attiva o passiva alle decisioni amministrative.

L’obbligo di trasparenza contabile e il divieto di modificare le regole senza un nuovo permesso reale.

Tensioni e veleni nella Sorrento del Settecento: lo scontro tra nobiltà e autorità ecclesiastica

SORRENTO – Pagine di storia locale, estratte dalle ricerche di Umberto Fasulo, svelano retroscena sorprendenti e turbolenti sulla vita delle antiche confraternite sorrentine. Al centro di una vicenda dai contorni quasi romanzeschi troviamo un acceso conflitto tra la Congregazione dei Nobili sotto il titolo di Nostra Signora Addolorata e le alte sfere della gerarchia ecclesiastica, in particolare la figura del Vicario Generale.

La minaccia al Vicario

La tensione raggiunse livelli critici quando il Vicario Generale si trovò a ricevere una missiva dai toni perentori, inviata dal Segretario del Viceré. La lettera conteneva una minaccia velata, parlando di “altri espedienti” nel caso in cui le istanze della Congregazione dei Nobili non fossero state accolte. Il Vicario, pur turbato, rispose con fermezza, definendo il tentativo di interferenza come un modo per “seminar zizzania” e negando ogni accusa di persecuzione verso l’ente.

Il “tradimento” e il tumulto a San Catello

La scintilla che trasformò la disputa in scontro aperto fu la vendetta giurata dal Cavaliere D. Francesco Maria Correale. Quest’ultimo, esponente di un nutrito gruppo di patrizi che militavano sia nell’Arciconfraternita della Morte che nella nuova Congregazione dei Sette Dolori, si sentì profondamente offeso dalla condotta del Vicario e degli altri membri che avevano preferito dialogare con i “civili” anziché sostenere le istanze nobiliari.

L’occasione per il regolamento di conti si presentò durante l’elezione degli Officiali nella Chiesa di San Catello, avvenuta una domenica di aprile. La situazione degenerò rapidamente in un vero e proprio “tumulto”. Testimoni dell’epoca, tra cui il Rev.do D. Pietro Annuvola, raccontano di grida e contrasti violenti che videro protagonista proprio il Correale.

Inveite contro il Vicario

La cronaca del tempo riporta episodi di estrema tensione, durante i quali il Cavaliere Correale non esitò a lanciare dure invettive contro il Vicario Generale, arrivando a metterne in discussione l’operato in modo plateale, con grande sconcerto dei presenti. Il clima di scontro, alimentato dalla bile e dalle passioni dell’epoca, segnò profondamente le cronache della congregazione.

Un epilogo inaspettato

Nonostante il caos descritto dalle deposizioni, la storia riserva un finale distensivo: le tracce documentali indicano che, nel 1733, il nome del Canonico Donnorso appariva tra i confratelli della Congregazione dei Nobili, segno che tra le parti si giunse, col tempo, a una formale riconciliazione che riportò la pace tra il bellicoso Correale e il Vicario Generale.

Carlo Amalfi e la Congregazione dei Nobili: un legame artistico tra Sorrento e Cerreto Sannita

SORRENTO – La storia artistica del Settecento sorrentino conserva un capitolo di estremo interesse che lega indissolubilmente il pittore Carlo Amalfi alla Congregazione dei Nobili sotto il titolo di Nostra Signora Addolorata. Una relazione non solo professionale, ma profondamente radicata nel tessuto sociale e religioso della città, che portò l’artista a operare ben oltre i confini locali.

Il legame con il Vescovo Falangola

Un ruolo chiave in questa vicenda fu giocato dal vescovo di Telese, Antonino Falangola, nobile sorrentino e confratello della Congregazione dei Nobili. Fu proprio il vescovo, conoscendo bene il talento di Amalfi – all’epoca già impegnato nei lavori per la chiesa dell’Addolorata a Sorrento – a commissionargli, nel 1740, due importanti tele per la crociera della Cattedrale di Cerreto Sannita.

Queste opere, che raffigurano un gruppo di Santi tra cui San Francesco di Sales, San Francesco Saverio, San Francesco Borgia, Sant’Antonino abate, San Stanislao Kostka e San Luigi Gonzaga, testimoniano la caratura del pittore, capace di esportare il gusto e la scuola sorrentina nel Sannio. Se la prima tela è attribuita all’Amalfi per stringenti confronti stilistici, la seconda reca con orgoglio la firma e la data dell’artista.

L’influenza di Solimena a Sorrento

Il legame con la Congregazione dei Nobili continuò a produrre frutti preziosi anche in terra sorrentina. Nel 1741, Amalfi firmò e datò la tela della Sacra Famiglia, destinata all’altare laterale sinistro della chiesa dell’Addolorata.

Le opere realizzate per la Congregazione rappresentano oggi una testimonianza fondamentale della diretta influenza di Francesco Solimena sull’artista sorrentino. Nelle tele si ritrovano infatti i tratti distintivi della lezione solimenesca: la tipologia dei personaggi – dal Cristo alla Madonna, fino alla figura del Padre Eterno – e l’impianto compositivo “affollato”, caratterizzato da scene che, in primo piano, sembrano quasi voler coinvolgere e investire emotivamente lo spettatore.

La Chiesa dell’Addolorata: il gioiello barocco nato dal cuore della nobiltà sorrentina

SORRENTO – La storia della Chiesa dell’Addolorata e della sua Congregazione è un affascinante spaccato della vita religiosa e sociale del Settecento sorrentino, un’epoca in cui la fede si intrecciava indissolubilmente con il prestigio del patriziato locale.

Le origini: un accordo storico

Fino agli inizi del XVIII secolo, non esisteva a Sorrento una chiesa o una congregazione laicale dedicata specificamente alla Vergine Addolorata, nonostante la profonda devozione popolare. La svolta avvenne grazie a un gesto di unità senza precedenti: i patrizi dei Sedili di Porta e Dominava, mettendo da parte le storiche rivalità, si unirono per chiedere all’Arcivescovo Ludovico Agnello Anastasio il permesso di costituirsi in sodalizio. Il decreto arcivescovile dell’8 dicembre 1728 sancì ufficialmente la nascita della Congregazione dei Nobili Sorrentini.

Dalle difficoltà alla costruzione del Tempio

Il carattere esclusivo della Congregazione non mancò di suscitare ostilità, tanto che i primi anni furono segnati da notevoli turbolenze. Dopo l’interdetto che colpì la cappella di S. Giovanni Evangelista nel 1731, la ricerca di una sede propria divenne una priorità. Non trovando accoglienza presso l’Arciconfraternita della Morte, i confratelli decisero di agire con totale indipendenza: acquistarono un giardino sulla via principale, l’attuale via S. Cesareo, e finanziarono personalmente la costruzione della nuova chiesa, senza richiedere contributi esterni. Durante i lavori, trovarono ospitalità nella cappella della famiglia Vulcano a largo Castello, l’attuale Piazza Tasso.

Il trionfo barocco

Il 23 settembre 1739, dopo sette anni di impegno costante, il tempio fu completato. L’opera divenne l’orgoglio dei fondatori, ammirata per la facciata in puro stile barocco e per l’interno decorato con pregiati stucchi in bianco e oro. L’inaugurazione fu un evento memorabile: come riportato da un Diario Napoletano dell’epoca, la benedizione fu celebrata con solennità e la giornata si concluse con un celebre oratorio in musica del maestro Giuseppe Sellitti, alla presenza dell’intero ordine delle dame e dei cavalieri sorrentini.

Un legame indissolubile con la città

La devozione dei nobili per la loro protettrice raggiunse il culmine nel 1733, quando proposero al Parlamento cittadino di proclamare la Madonna Addolorata Protettrice della Città. La mozione fu approvata all’unanimità, nemine discrepante, a viva voce.

Nel corso dei decenni, la vita della Congregazione proseguì con dedizione: nel 1778 ottenne il regio assenso alle proprie regole, mentre nel 1842 fu eretto il campanile. Un ruolo fondamentale fu ricoperto anche dalle consorelle, che contribuivano attivamente al decoro della chiesa e all’organizzazione delle festività, confermando la centralità di questo sodalizio nella vita civile e spirituale della Sorrento settecentesca. DAL VOLUME

Memorie di fede: un documento del 1786 svela la storia della Cappellania Palombera

SORRENTO – Un prezioso documento d’archivio, datato 31 agosto 1786, ci riporta indietro nel tempo, offrendo uno sguardo inedito sulla vita religiosa e sulle consuetudini amministrative della Sorrento del Settecento.

Si tratta di una ricevuta rilasciata dal Padre Guardiano del convento di San Francesco dei Minori Osservanti di Sorrento, la quale attesta un pagamento di 15 ducati effettuato da Francesco Antonio Correale. La somma versata era destinata al saldo di quattro mesi di messe, regolarmente celebrate presso la Congregazione dei Nobili sotto il titolo di Santa Maria dei Sette Dolori.

Il documento specifica inoltre che tali funzioni religiose venivano officiate in adempimento di una cappellania fondata da Teresa Palombera, testimoniando così quanto fosse radicata nella nobiltà locale l’usanza di istituire lasciti per garantire la celebrazione di messe in suffragio, un impegno che il sodalizio dei Nobili di Sorrento onorava con costante dedizione.

Questo piccolo frammento di storia, riemerso dalle carte del tempo, conferma ancora una volta il ruolo centrale che la Congregazione dell’Addolorata rivestiva non solo come centro di culto, ma anche come fulcro della vita spirituale e testamentaria delle più illustri famiglie sorrentine.

Franco Gargiulo STORIA DELLA CITTÀ DI SORRENTO E DELLA SUA SPLENDIDA PENISOLA DALLA PREISTORIA ALL’UNITÀ D’ITALIA

Tra fede e storia: l’eredità della Congregazione dei Nobili Sorrentini

SORRENTO – La storia della Congregazione dei Nobili sotto il titolo della Vergine dei Sette Dolori è indissolubilmente legata a momenti di profonda devozione e a vicende che hanno segnato il destino architettonico e sociale della città.

Il miracolo della pioggia e la fondazione

L’anno 1728 è ricordato nelle cronache locali come un periodo di estrema difficoltà climatica: da agosto a ottobre, piogge incessanti paralizzarono l’economia locale, impedendo la navigazione alle imbarcazioni della marina di Meta e il lavoro nei campi. La popolazione, unita nel dolore e nella speranza, si rivolse alla Madonna del Lauro portando il simulacro in processione: la tradizione narra che, non appena la sacra immagine uscì dalla chiesa, la pioggia iniziò a placarsi, fino a cessare completamente al rientro del corteo, riportando il sereno.

Pochi mesi dopo, l’8 dicembre 1728, i patrizi dei sedili di Porta e Dominova ottennero dall’Arcivescovo Ludovico Anastasio il decreto per la fondazione della Congregazione dei Nobili Sorrentini.

L’edificazione del Tempio e il crollo

Dopo i primi anni trascorsi nella cappella di San Giovanni Evangelista, chiusa nel 1731 a seguito di un interdetto, i confratelli acquistarono un giardino in via San Cesareo. Qui, con enorme dedizione, edificarono la chiesa dell’Addolorata, ultimata il 23 settembre 1739. Le regole del sodalizio ricevettero il regio assenso nel 1778, mentre nel 1842 fu completato il nuovo campanile.

Tuttavia, il complesso subì gravi danni la sera dell’8 ottobre 1844, quando un violento fulmine colpì la struttura, causando il crollo del campanile che rovinò rovinosamente sull’altare.

La fine di un’epoca

Il tramonto del Regno delle Due Sicilie nel 1860 segnò il declino definitivo della Congregazione: molti dei suoi affiliati, di sentimenti legittimisti, ne determinarono lo scioglimento. La chiesa fu chiusa nel 1867 e i membri superstiti furono accolti all’interno della Congregazione dei Servi di Maria, chiudendo così un capitolo fondamentale della vita nobiliare e religiosa sorrentina.

Notizie tratta dai seguenti volumi

LA VENERABILE CONGREGAZIONE DEI NOBILI
SOTTO IL TITOLO
DELLA SS. VERGINE DEI SETTE DOLORI
DELLA CITTÀ DI SORRENTO
1728 – 1867

UMBERTO FASULO
LA CONGREGAZIONE DI SAN CATELLO
L’ARCICONFRATERNITA DELLA MORTE
DELLA CITTÀ DI SORRENTO

Immacolata Aiello
Carlo Amalfi
pittore del ‘700

LA CONGREGAZIONE DEI SERVI DI MARIA A SORRENTO
cura di Antonino Cuomo e Pasquale Ferraiuolo
con saggi  di Eleonora Marolla Immacolata Aiello

INDAGINE SUI BENI CULTURALI E ARTISTICI
DELLA CITIÀ DI SORRENTO
Catalogo della mostra allestita dai giovani del progetto
«Indagine sui beni culturali e artistici della città di Sorrento• (legge 67 /88 art. 23).

ASSOCIAZIONE STUDI STORICI SORRENTINI
ARCICONFRATERNITA  DI S. MONICA

CHIESE E MONASTERI  DI  SORRENTO
CENNI STORICI ED ARTISTICI A CURA
DELLA VENERABILE CONGREGAZIONE DEI SERVI DI MARIA
MARZO MCMLXXIV

Umberto Fasulo

La venerabile congregazione dei nobili, Petagna — Sorrento 1940

La venerabile congregazione dei Servi di Maria, Petagna—Sorrento 1942

La congregazione di San Catello, Petagna — Sorrento 1942





Fonte : PositanoNews.it