Penisola Sorrentina

Con l’Ordinanza n. 2 del 16 giugno 2025, il Commissario Prefettizio ha ufficialmente revocato la vecchia Ordinanza Sindacale n. 161 del 2017, che disciplinava le modalità di occupazione del suolo pubblico da parte di attività commerciali, artigianali e di pubblico esercizio. Una decisione che segna un cambio di passo nella gestione del decoro urbano e dell’utilizzo degli spazi pubblici.
L’atto del 2017 era nato con l’obiettivo di arginare il fenomeno, molto sentito in città, dell’abusivismo e dei conseguenti disagi alla circolazione veicolare e pedonale. Col tempo, tuttavia, la normativa nazionale in materia di poteri sindacali si è evoluta: diversi passaggi dell’ordinanza – sottolinea il documento – «non rientrano nelle competenze attribuite al sindaco» ai sensi degli articoli 50 e 54 del D.lgs. 267/2000.
Proprio per questa ragione l’ufficio legale ha richiamato l’articolo 21‑quinquies della legge 241/1990, che consente la revoca di un atto qualora sopravvengano motivi di pubblico interesse o cambiamenti nel quadro normativo. Il risultato è un’ordinanza di segno opposto: la n. 161/2017 viene annullata con effetto immediato. Non potrà più essere utilizzata come riferimento per sanzionare o limitare le occupazioni di suolo pubblico.
Resta obbligatoria una regolare autorizzazione o concessione per poter occupare legittimamente spazi pubblici.
Le sanzioni fondate sulla vecchia ordinanza non sono più applicabili, ma restano validi altri strumenti normativi come il Codice della strada o i regolamenti edilizi.
Il Commissario Prefettizio ha annunciato l’intenzione di adottare un nuovo regolamento in tempi brevi, che garantirà chiarezza normativa e piena legittimità alle disposizioni.
Nel frattempo, restano in vigore le norme nazionali e regionali di settore e le disposizioni del Codice della strada. Gli esercenti dovranno quindi attenersi alle autorizzazioni già rilasciate e, in caso di dubbi, confrontarsi con gli uffici competenti.
Le associazioni di categoria sottolineano l’importanza di garantire regole chiare, eque e condivise, che sappiano tutelare il lavoro degli operatori economici, senza rinunciare al decoro urbano e alla vivibilità della città.