Penisola Sorrentina

Sorrento, turismo e legalità, vertice in Prefettura a Napoli: in arrivo il protocollo contro le infiltrazioni mafiose

Il boom turistico che sta vivendo Napoli e la sua provincia rappresenta uno straordinario volano economico, ma al tempo stesso un magnete irresistibile per gli appetiti della criminalità organizzata. Per evitare che i capitali illeciti inquinino uno dei settori più strategici del territorio, lo Stato e il tessuto produttivo serrano i ranghi.
Si è tenuto oggi, presso la Prefettura di Napoli, un vertice cruciale per definire un protocollo operativo mirato al contrasto delle infiltrazioni mafiose nel comparto del turismo, dell’accoglienza e della ristorazione. Attorno al tavolo si sono seduti tutti gli attori protagonisti: i vertici della Prefettura, le forze dell’ordine, i sindacati e le principali associazioni di categoria.

La bozza del protocollo: prevenzione e monitoraggio

Nel corso della riunione è stata svelata la bozza del documento che traccerà la linea d’azione per i prossimi mesi. Il protocollo non si limiterà a dichiarazioni d’intenti, ma punta a rendere operativi e stringenti gli strumenti di prevenzione amministrativa antimafia.
L’obiettivo è creare una “rete a maglie strette” basata su sistemi di monitoraggio incrociato e su una costante collaborazione tra enti pubblici e parti sociali. In sostanza: intercettare i campanelli d’allarme, come passaggi di proprietà sospetti o flussi di denaro anomali, prima che i clan riescano a mettere le mani su alberghi, b&b e ristoranti.

L’esultanza delle associazioni: “Finalmente il modello Milano e Venezia sbarca a Napoli”

La fumata bianca ha generato grande soddisfazione tra i rappresentanti di Atex Campania e Adv Unite. Sono state proprio queste sigle, nei mesi scorsi, a farsi promotrici di un appello accorato al Prefetto di Napoli, Michele di Bari, chiedendo un intervento strutturale.
La richiesta era chiara: dotare anche il capoluogo partenopeo di un modello operativo e di un osservatorio antimafia già testato con successo in altre grandi piazze turistiche italiane, come Milano, Palermo e Venezia. La risposta delle istituzioni non si è fatta attendere.

Si parte dalla città, poi l’estensione alla provincia

Dal punto di vista operativo, si è optato per una strategia graduale e mirata. Per massimizzare l’efficacia dei controlli iniziali, è stato deciso che la prima fase di applicazione del protocollo e l’attività del nascente osservatorio si concentreranno esclusivamente sul territorio del Comune di Napoli. Una scelta logica, essendo la città il vero cuore pulsante del sistema ricettivo e l’area con la più alta densità di attività del comparto.
Solo in una seconda fase, una volta rodato il meccanismo, il modello sarà esteso a macchia d’olio sull’intero territorio della provincia napoletana.

L’obiettivo: difendere le imprese sane

La riunione si è conclusa con un impegno corale. Le associazioni presenti hanno garantito totale disponibilità per rendere il sistema pienamente operativo nel minor tempo possibile.