Sarà il ritmo dei tamburi, il suono delle chiarine e il volo delle bandiere ad aprire la rievocazione del Capodanno Bizantino 2026 ad Amalfi. Martedì 1° settembre, a partire dalle ore 18, saranno gli Sbandieratori e Musici Città Regia ad accompagnare il pubblico dentro l’atmosfera medievale della grande festa che ogni anno riporta Amalfi alle sue radici più antiche.
Un gruppo che porta con sé una storia importante e che, non a caso, si inserisce perfettamente nello spirito della manifestazione amalfitana.
L’Ente culturale Città Regia nasce infatti a Cava de’ Tirreni il 5 dicembre 1995 con l’obiettivo di divulgare e valorizzare le tradizioni storiche della città. Il debutto degli alfieri arriva il 17 gennaio 1997, nella frazione collinare salernitana di Giovi. Da allora è iniziato un percorso che ha portato gli sbandieratori e i musici a esibirsi in numerose manifestazioni in Italia e all’estero, trasformando la passione per la storia e per l’arte della bandiera in una vera forma di spettacolo e di divulgazione culturale.
Anche il nome “Città Regia” affonda le proprie radici nella storia. Deriva da un diploma della regina aragonese Giovanna II, datato 10 luglio 1432, nel quale la sovrana stabiliva che la “Città de la Cava” fosse mantenuta sotto il dominio diretto della Corona, riconoscendole così lo status di Città Regia.
I colori, i costumi e gli strumenti non sono dunque semplicemente elementi scenografici. Il gruppo dedica grande attenzione alla ricerca storica: le proprie rappresentazioni si ispirano alle fonti locali e ripropongono costumi, bandiere e strumenti legati alla tradizione, recuperando anche l’antica origine militare e religiosa dello sbandieramento.
Una passione cresciuta negli anni e arrivata anche oltre i confini nazionali. Già nel marzo 1998 i “Città Regia” portarono le loro bandiere a Castellón de la Plana, in Spagna, per un importante festival del folklore, esperienza poi ripetuta nel 2004. Oggi il gruppo riunisce sbandieratori, alfieri, trombettieri, tamburini e figuranti, fino a dar vita anche a imponenti cortei storici.
Ad Amalfi, dunque, non sarà soltanto uno spettacolo ad aprire il Capodanno Bizantino. Sarà un incontro fra due città e due tradizioni che custodiscono una forte memoria medievale: Cava de’ Tirreni e Amalfi, unite per una sera dal linguaggio universale della rievocazione storica.
Alle 18, dalla Valle dei Mulini, partirà la sfilata e l’esibizione degli Sbandieratori e Musici Città Regia. Alle 18.30, in Piazza Duomo, prenderà poi il via il grande Corteo Storico che accompagnerà il pubblico verso Atrani, dove nella Chiesa di San Salvatore de’ Birecto si celebrerà la cerimonia di investitura del nuovo Magister di Civiltà Amalfitana, Enrico Cosentino.
È una storia che torna a vivere attraverso i gesti degli alfieri, il suono dei tamburi e il movimento delle bandiere. E proprio da quelle bandiere, simbolo di appartenenza e memoria, comincerà anche quest’anno il viaggio di Amalfi nel suo passato più glorioso.
Perché nel Capodanno Bizantino la storia non è soltanto qualcosa da raccontare: è qualcosa da vedere, ascoltare e vivere.







