Penisola Sorrentina

Tangentopoli a Sorrento e in Penisola sorrentina : l’ex sindaco di Sant’Agnello Sagristani cacciò dal Municipio chi voleva offrirgli una mazzetta
Il retroscena svelato da Vincenzo Iurillo su “Il Fatto Quotidiano” evidenzia la netta frattura tra la gestione di Sant’Agnello e il torbido “Sistema Sorrento” del sindaco Massimo Coppola.

SANT’AGNELLO / SORRENTO – Mentre la Penisola Sorrentina è scossa fin nelle fondamenta dalla bufera giudiziaria ribattezzata come la “Tangentopoli della Costiera”, tra le pagine delle carte d’indagine emergono retroscena che restituiscono dignità alle istituzioni e segnano una linea di demarcazione netta tra chi cede al malaffare e chi sbatte la porta in faccia alla corruzione.

A svelare questo inedito e illuminante dettaglio è il giornalista Vincenzo Iurillo, sulle colonne de Il Fatto Quotidiano.

Il “no” di Sagristani alle tangenti
Leggendo gli atti dell’inchiesta che sta indignando i cittadini del territorio, spunta un episodio emblematico che ha per protagonista Piergiorgio Sagristani, primo cittadino di Sant’Agnello in carica fino al 2023. Secondo quanto riportato, l’ex sindaco si trovò di fronte a un costruttore intenzionato a consegnargli una mazzetta. La reazione di Sagristani fu perentoria: mise letteralmente alla porta l’imprenditore, rifiutando ogni logica di corruzione.

Il contrasto stridente con il “Sistema Sorrento”
Il gesto di intransigenza di Sagristani assume un valore ancora più forte se paragonato a quanto accadeva nel vicino municipio di Sorrento. L’ironia (e l’amarezza) della politica locale vuole che nel settembre del 2020 fu proprio Sagristani a ricoprire un ruolo da influente “sponsor” politico, risultando decisivo per l’elezione a sindaco del suo amico Massimo Coppola.

Tuttavia, le carte dell’inchiesta dipingono per Coppola uno scenario diametralmente opposto. Secondo le accuse, il primo cittadino di Sorrento non cacciava gli imprenditori “tangentari”, bensì li accoglieva con tutti gli onori, arrivando a cucire loro addosso appalti su misura in cambio di una fetta della torta.

Un confine netto per l’illegalità
Un dettaglio cruciale che emerge con forza dall’inchiesta è la circoscrizione del fenomeno corruttivo. Quello che è stato ormai ribattezzato come il “Sistema Sorrento” risultava essere una macchina operativa ed efficace esclusivamente all’interno dei confini sorrentini e per gli appalti gestiti da quel Comune.

Un muro invisibile, dunque, sembra aver separato le due realtà amministrative: da un lato l’epicentro del sistema degli appalti truccati a Sorrento, dall’altro il muro alzato dal Municipio di Sant’Agnello contro chi pensava di poter comprare la cosa pubblica.