Sorrento. È stata smentita come fake news la notizia circolata nei giorni scorsi secondo cui il Commissario Prefettizio di Sorrento, Rosalba Scialla, avrebbe pagato 50 euro per un breve tragitto in taxi da Piazza Sant’Antonino al porto di Marina Piccola. L’informazione, diffusa senza conferme ufficiali, si è rivelata infondata.
Tuttavia, il caso – seppur falso – ha riacceso i riflettori su un tema che da tempo alimenta discussioni tra residenti e turisti: i costi spesso elevati del servizio taxi nella città del Tasso.
Numerosi sono infatti i commenti, online e non solo, che denunciano tariffe considerate eccessive, anche per spostamenti di pochi minuti. A ciò si aggiungono segnalazioni non isolate secondo cui alcuni tassisti adotterebbero percorsi più lunghi del necessario per gonfiare il prezzo finale della corsa, danneggiando così l’immagine dell’intera categoria e scoraggiando l’utilizzo del servizio da parte dei visitatori.
Se da un lato la smentita del caso Scialla spegne una polemica basata su fatti non verificati, dall’altro rimane aperto il dibattito sull’opportunità di maggiore trasparenza e controllo nelle tariffe applicate. In una località turistica come Sorrento, dove l’accoglienza è un valore chiave, episodi (veri o presunti) che mettono in discussione la correttezza nei confronti dei clienti rischiano di avere ripercussioni negative sull’intero comparto turistico.







