Costiera Amalfitana

La notizia del maxiblitz al Fiordo di Furore, scattato nell’ambito dell’operazione “Tolleranza Zero” contro l’occupazione selvaggia delle spiagge e il mancato rispetto delle norme ambientali, è stata accolta con unanime soddisfazione da residenti e vacanzieri.

​Il Nucleo Operativo dei Carabinieri, coadiuvato dalle Polizie Locali, dagli Uffici Tecnici comunali, dal Genio Civile, dal personale ispettivo dell’ASL e dai tecnici della società idrica Ausino, ha passato al setaccio l’intera area.

L’auspicio collettivo è che l’azione prosegua su tutto il litorale costiero, così da ripristinare la legalità demaniale e verificare il rispetto dei requisiti igienico-sanitari per la stagione in corso.

​Era nell’aria: questo sembra essere finalmente l’anno del cambiamento. Residenti e turisti sono ormai esasperati dalle spiagge pubbliche ridotte a “recinti per acciughe” – più o meno costosi – che tolgono il gusto di trascorrere anche solo un paio d’ore al mare. Luoghi in cui la sabbia e l’acqua diventano visibili solo sullo schermo del cellulare, nascoste da metri e metri di tela a righe bianche e blu.

Anche i bagnanti che si sono ritrovati sull’arenile di Maiori, uno tra i più ampi, hanno toccato con mano una novità: residenti e turisti sembrano aver gradito molto il fatto che, su alcuni tratti del litorale, il ritardo nell’assegnazione delle concessioni balneari abbia regalato un senso di “libertà” ormai quasi dimenticato.

​Come un sapiente custode appoggiato alla balaustra – proprio lì dove l’anno scorso campeggiava l’ingresso dell’ennesimo lido privato, quest’anno non attivato – un signore si improvvisa allegramente guida turistica. Mostrandosi amabilmente esperto ed entusiasta, esclama: “non è domenica, un giorno perfetto, con l’orizzonte limpido e una brezza leggera. Non fatevi scappare questa bella spiaggia libera (per ora), che c’è un mare davvero trasparente!”.

​In questa situazione di “interregno“, tutti sembrano perfettamente a proprio agio: piccoli gruppi di amici, famigliole, qualche ombrellone colorato qua e là e una distesa di sabbia finalmente visibile, che si perde nel blu dell’orizzonte, e poco male che mancano passerelle fino alla riva e docce, perché questo vale senz’altro di più.

C’è poi un effetto paradosso: quando si è costretti a pagare il biglietto d’ingresso in un lido, si finisce per prolungare la sosta per tutta la giornata, pur di “ammortizzare” quanto si è speso.

Il risultato? Spiagge  perennemente sovraffollate anche da chi, inizialmente,  desiderava fare solo un bagno veloce.

​Il pensiero dei cittadini in cerca di refrigerio è chiaro: il vero lusso, oggi, è la gratuità di uno “spazio libero“, di un luogo dove condividere il piacere della natura insieme, riappropriandosi del diritto basilare di vivere il relax, senza dover fare un “investimento” per ritrovarsi anche ammassati in un recinto, spesso pure tra il rumore e la puzza dei motori delle imbarcazioni in transito.

Arriveranno i lidi attrezzati e i servizi esclusivi, non c’è dubbio. Ma per ora godiamoci questi giorni, il mare della Divina è tornato a bagnare liberamente la terra di tutti.