Penisola Sorrentina

Truffe: inchiesta pm Roma su buoni pasto, a giudizio società e due ex Ad. L’avvocato di Massa Lubrense Giuseppe Staiano li scopre e  rappresenta la parte lesa. L’avvocato Staiano si conferma un orgoglio per la Penisola sorrentina con incarichi sempre più prestigiosi e al centro della cronaca nazionale. In questo caso è riuscito a ricostruire la vicenda con una dettagliata denuncia frutto di un lavoro dove ha mostrato capacità e professionalità non da poco.

Il gup di Roma ha rinviato a giudizio due ex amministratori delegati della società specializzata in buoni pasto e ticket Edenred Italia. Il processo che riguarderà anche la società si aprirà il prossimo 12 gennaio davanti al tribunale monocratico. Con la decisione il giudice, dopo l’inchiesta coordinata dal pm Carlo Villani in cui si procede per truffa aggravata e turbativa d’asta, ha invece prosciolto altri due ex vertici della società.

Secondo l’accusa viene contestato di aver fatto “sottoscrivere agli esercizi commerciali convenzionati accordi paralleli rispetto a quelli previsti dalla gara, volti ad alterare il rapporto di equivalenza fra ribasso e commissione dichiarato in sede di offerta, violando così il divieto di ‘retrocessione’ il cui rispetto era previsto dal bando di gara (determinando l’indebita restituzione agli esercizi commerciali di una quota percentuale della ‘commissione’ dovuta)”. L’accusa di turbativa riguarda quattro lotti: oltre al lotto 7 relativo al Lazio ci sono anche il lotto 8 Marche, Abruzzo, Molise e Umbria, il lotto 9 Campania e il lotto 12 Sicilia. L’inchiesta era partita dalla denuncia presentata dalla società Repas che opera anch’essa nell’emissione di buoni pasto in cui chiedeva agli inquirenti di svolgere accertamenti sia sulla gara bandita per l’aggiudicazione del Lotto/ 7- Lazio sia sulla verifica di tutte le gare per le “convenzioni buono pasto”, cui aveva partecipato Edenred Italia srl. Repas si è poi costituita parte civile nel procedimento, rappresentata dall’avvocato Giuseppe Staiano. “Siamo soddisfatti per la decisione del giudice – sottolinea il penalista – che ha visto confermato quanto da noi rappresentato in querela e quanto emerso dall’inchiesta della procura di Roma”.