Ci sono memorie che la distanza non riduce e che il tempo, anziché scalfire, rende ancora più nitide. Da Positano, il ricordo dell’ingegner Massimo Predieri ci riporta indietro ad un pomeriggio estivo sull’Appennino, regalandoci un ritratto intimo, autentico e dolcissimo di uno dei più grandi cantautori italiani: Francesco Guccini.
“Ricordo di una partita a scopone con Francesco Guccini e mio cugino Gianni, in occasione di uno dei mitici (e freschi) Ferragosto passati all’Albaiola sopra Porretta nel 2010. Momenti immortali che superano il tempo. Addio Maestrone.”
Un Ferragosto speciale tra le montagne di Porretta
Era il Ferragosto del 2010. Mentre il resto d’Italia cercava rifugio dalla calura estiva lungo le coste, sopra Porretta Terme, nella tranquillità fresca e genuina dell’Albaiola, andava in scena una scena di vita quotidiana che ha il sapore delle cose senza tempo.
Niente riflettori, nessun palco, nessuna chitarra in prima fila. Solo una tavola, un mazzo di carte e quattro sedie per una sfida a scopone che oggi risuona come un piccolo capolavoro di convivialità. Da un lato del tavolo l’ingegner Predieri e suo cugino Gianni; dall’altro, la sagoma imponente e inconfondibile di Francesco Guccini, il Maestrone di Pàvana.
La semplicità dei grandi
È proprio in questi frammenti che si coglie l’essenza più profonda di Guccini: un uomo legato alle sue radici, all’Appennino, alle cose semplici fatte di amicizia, risate, partite a carte e chiacchiere ad alta quota. Un ritratto che l’ingegner Predieri ha voluto condividere e che merita di essere custodito e ripreso.
Quelle carte calate sul tavolo dell’Albaiola raccontano molto di più di un pomeriggio di festa: raccontano un’Italia sincera, in cui la grandezza artistica si scioglie nella bellezza di un momento condiviso con gli amici di sempre.
Momenti che superano il tempo
Quelli dell’Albaiola restano “momenti immortali che superano il tempo”, come li ha definiti lo stesso Predieri da Positano. Un saluto affettuoso e nostalgico a un artista che ha fatto la storia della musica e della poesia italiana, ma che per chi ha avuto il privilegio di sedersi a quel tavolo, rimarrà sempre il compagno di una indimenticabile partita a scopone in un fresco pomeriggio di Ferragosto.
Addio, Maestrone.







