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Apr
2020

Via libera al cibo da asporto in Campania, ma non ovunque. I pizzaioli: “Solo delivery? Allora chiudiamo”

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Anche Gino Sorbillo, patron della pizzeria più famosa di Napoli, dice la sua sulla nuova ordinanza: “I miei locali sono tarati su posti a sedere”

La Campania era stata, fino all’ordinanza di ieri, l’unica Regione in Italia a imporre un lockdown totale del cibo d’asporto. In molti tra pizzaioli, pasticceri e ristoratori erano scesi in campo nei giorni scorsi contro la restrizione. C’era stato perfino un ricorso al Tar fatto da un noto commerciante della ristorazione partenopea. Eppure molti non riapriranno, e per vari motivi. Il quadro, infatti, è piuttosto articolato. Ce lo illustra il quotidiano de Il Mattino.

La ristorazione riprende, ma non ovunque, Giuseppe Vesi: «Per quanto riguarda il delivery, lo farò solo al Vomero, in viale Michelangelo, a partire da lunedì – dice – Per quanto riguarda Vesi Gourmet di via Caracciolo, la struttura è troppo complessa per svolgere solo cibo a domicilio: qui avremmo bisogno di mettere i tavolini sul Lungomare liberato, almeno in una prima fase. Il sindaco sembra ben disposto, se non avrà ostacoli dalla Soprintendenza riuscirò a salvare quel locale. Altrimenti lo chiuderò».

«Senza lo sblocco del take away, che non è previsto dall’ordinanza, il delivery non lo riprenderemo almeno fino al 4 maggio – spiega Paolo Pagnani, titolare della pizzeria Brandi – Il delivery è utile a seconda della tipologia di ristorante. Chi operava già con la consegna a domicilio trarrà giovamento dall’ordinanza, ma noi di solito facciamo asporto al banco e consegne nelle zone circostanti al locale. Affidarci oggi a una piattaforma ci costerebbe il 35% Iva esclusa su ogni ordinazione. Un costo alto. Il delivery sarebbe appetibile per noi con il take away, che consentirebbe ai clienti di venire a prendere la pizza in negozio, in questo modo potremo dare respiro ai nostri dipendenti, che tra l’altro non hanno ricevuto ancora la cassa integrazione. Preferiamo aspettare ancora qualche settimana e organizzare una riapertura vera e propria».

Gino Sorbillo riapre, ma solo per la pizza fritta: «Ringrazio De Luca per lo sblocco del delivery – commenta – Negli ultimi giorni abbiamo cercato un confronto insistente, fiduciosi della sua buona volontà. Più che aprire per il delivery, vorrei avere la possibilità di andare nei locali e riorganizzarli, rimetterli in sesto, controllare e pulire gli impianti. Aprirò solo Zia Esterina a piazza Trieste e Trento per il delivery da lunedì. I miei locali sono tarati su posti a sedere. A tutti i ragazzi che fanno pizze da asporto faccio gli auguri di buona ripartenza. Se ho lottato l’ho fatto anche per loro. Mi auguro che la fase più rigida delle restrizioni sia alle spalle e che il passaggio al take away sarà veloce».

«Da lunedì noi riprenderemo con il food delivery appoggiandoci a Just Eat e Uber, come prescritto dall’ordinanza – dichiara Paolo Surace, proprietario del ristorante Mattozzi a piazza Carità – Siamo entusiasti. Stiamo già accendendo i forni per la pizza e riattivando la cucina».

Fonte : PositanoNews.it

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