Penisola Sorrentina

VICO EQUENSE – L’estate in Penisola Sorrentina si accende non solo per le temperature, ma anche per una accesa polemica che sta tenendo banco a Vico Equense. Al centro del dibattito c’è l’installazione di cancelli e le modalità di chiusura differenziata per due delle spiagge più frequentate del litorale, una gestione che ha sollevato forti perplessità tra i bagnanti e le associazioni locali, rimettendo in discussione il delicato equilibrio tra la gestione privata degli spazi e il diritto di accesso al mare. La vicenda è arrivata fino al Corriere con un servizio di Fabrizio Geremicca

Il nodo dei cancelli e gli orari differenziati

Secondo quanto denunciato da residenti e attivisti, le modalità di chiusura degli accessi ai litorali sarebbero di fatto dettate dai gestori privati degli stabilimenti, con orari che non sempre coincidono con le reali esigenze della cittadinanza e che limitano la fruizione delle spiagge libere attigue nelle ore serali. La presenza di barriere fisiche come i cancelli ha fatto storcere il naso a molti, trasformando una questione di gestione ordinaria in un caso politico e sociale.

Per i critici, la spiaggia e il mare restano beni pubblici inalienabili e l’accesso non dovrebbe essere subordinato ai flussi o ai desideri delle attività commerciali.

La replica del Comune: “Priorità alla sicurezza”

Di parere opposto l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Aiello. Il primo cittadino ha difeso i provvedimenti e le modalità di chiusura temporanea appellandosi a precise ragioni di sicurezza e ordine pubblico.

“La tutela dell’incolumità dei cittadini e dei turisti viene prima di tutto”, è la linea della maggioranza.

Secondo Palazzo di Città, il monitoraggio degli accessi e le chiusure in determinati orari si renderebbero necessari per:

Prevenire fenomeni di bivacco notturno incontrollato.

Evitare situazioni di potenziale pericolo legati alla morfologia del territorio (come il rischio di costoni rocciosi instabili in alcune aree o mareggiate improvvise).

Garantire la pulizia e il decoro degli arenili, che senza un controllo rischiano di trasformarsi in discariche a cielo aperto nelle ore della movida selvaggia.

Verso una mediazione difficile

Nonostante le rassicurazioni della giunta, il clima resta teso. Le opposizioni e i comitati civici chiedono a gran voce un tavolo di confronto per rivedere i termini delle concessioni e garantire che la “sicurezza” non diventi un pretesto per privatizzare, di fatto, ampi tratti di costa pubblica. Il rischio, per molti, è che si crei un precedente pericoloso in un territorio in cui lo spazio balneare libero è già storicamente ridotto ai minimi termini.

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